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I processi creativi di 8 grandi illustratori
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I processi creativi di 8 grandi illustratori

 L’illustrazione, in questi ultimi anni, è tornata di moda: alcuni parlano di nuova “età dell’oro” e non c’è dubbio che sia tornato un grande interesse intorno a questa disciplina.

Con l’avvento e lo sviluppo di tecniche di realizzazione digitale è però diventato difficile per un profano o anche semplicemente per un professionista, capire quale sia il metodo di lavoro di un illustratore, quali siano i passaggi tecnici dall’idea iniziale all’illustrazione finita.

Per fare luce sui processi creativi dell’illustrazione, mi sono messo a cercare in rete se alcuni dei più grandi illustratori al mondo avevano mai messo in mostra il proprio metodo di lavoro e, in effetti, ho trovato almeno 8 esempi davvero interessanti. Alcuni sono in video, altri sono sequenze di immagini ben spiegate dai loro autori, ma in entrambi i casi aprono uno squarcio davvero interessante sulle tecniche che si possono utilizzare per ottenere una grande illustrazione.

Victo Ngai

Illustratrice di Honk Kong, ormai lavora stabilmente a New York, dove è una delle più richieste artiste sul mercato. Mescola fumetto e tradizione figurativa orientale, in immagini molto complesse e per lo più di ambientazione fantastica.

Qui viene illustrato il processo per la realizzazione di una illustrazione, dal bozzetto alla stampa finale.
È interessante vedere come venga risolto in modo originale un approccio a metà tra il tradizionale e il digitale. In pratica i contorni del disegno, le campiture di colore e alcuni dettagli sono preparati separatamente con tecniche diverse e poi ricomposti e rifiniti in Photoshop.

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Yuko Shimizu

Una delle più importanti illustratrici al mondo, delle più influenti: giapponese, mescola mirabilmente disegni a china, realizzati con il pennello, a colorazioni in Photoshop, seguendo una tecnica utilizzata in fumetto, ma con un tocco di fantasia e di eleganza tutta nipponica.

Qui ci spiega come ha realizzato il poster per la Sketchbook Exhibition di Kyoto.
Si passa dal primo schizzo sommario al disegno che farà da base all’illustrazione, ripassandolo e rifinendolo con il piano luminoso, per poi passare al disegno dei contorni e delle campiture piene con pennello (calligrafico, di marca giapponese, of course!) e china.
Il disegno viene poi scansionato e rielaborato in Photoshop, con un amoltitudine di livelli, con la sovrapposizione in alcuni casi (non in questo) di texture preparate ad hoc e, cosa più interessante, un lavoro di ridefinizione del colore dei contorni, simile al processo della Ngai sopra descritto, che toglie all’illustrazione quel senso di “fumettoso” e la rende più elegante.

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Emiliano Ponzi

Ormai è l’illustratore italiano più famoso al mondo: i suoi lavori si trovano sulle copertine dei libri, negli spot televisivi, sui maggiori quotidiani del mondo, addirittura sul poste del Festival di Sanremo di un paio di anni fa. Ponzi è l’esempio di come l’illustrazione possa essere sintetica e poetica al tempo stesso, di come una “semplice pittura” digitale possa comunicare tantissimo.

Qui racconta in un’intervista il suo lavoro per la copertina del libro “Una storia irachena” edito da XY.IT.
Lo si vede intento ad usare la sua Cintiq, ovvero un display interattivo su cui poter dipingere e disegnare.

Jon Klassen

È un autore canadese di libri per l’infanzia: le sue opere, divertentissime, sono state tradotte in 22 lingue e hanno venduto ormai più di un milione di copie in tutto il mondo.
È stato sorprendente vedere il suo metodo di lavoro digitale, che mescola disegno dei contorni (per gli addetti ai lavori: con lo strumento Selezione!!) e texture pittoriche create ad hoc. Il risultato? Una specie di pittura ad acquerello, molto vibrante, dai colori e dalle forme però ben definiti.

Questa è la sua intervista, con l’illustrazione del suo particolare metodo di lavoro, al quotidiano “Globe and Mail”, uno dei più importanti del Canada.

http://fw.to/yPhNjQF

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Tatsuro Kiuchi

Illustratore giapponese apprezzatissimo specie negli USA (qui un articolo monografico su di lui di un paio di anni fa). Il suo stile post-impressionistico lo rende molto vicino alla pittura vera e propria. Nei suo video si capisce molto bene come costruisce le sue immagini pittoriche dipingendo in Photoshop, con un sapiente uso di pennelli e gomma, e di sovrapposizioni di texture diverse.

Dan Matutina

Da anni questo illustratore filippino è uno dei più apprezzati artisti che lavora prevalentemente con strumenti vettoriali. Il suo stile vintage-fantascientifico, sviluppato in quasi 10 anni di carriera, ha fatto tendenza e a partire da qualche vecchio tutorial su Computer Arts ha dettato la linea per gli anni per chi amava la geometria del disegno vettoriale ma voleva “sporcarlo” con texture e ombreggiature per renderlo più interessante e meno piatto.

Veronique Meignaud

Illustratrice francese poliedrica, pittrice, comic artist, character designer per videogame, usa uno stile pittorico e futuribile, mescolando media e strumenti diversi con immagini coloratissime e dal fortissimo impatto. È sempre stata una delle mie preferite e ne avevo già parlato qualche anno fa.

In questa video intervista fa vedere come nascono le sue immagini, a partire da un disegno al tratto piuttosto dettagliato che viene usato come traccia per la successiva pittura con Photoshop, in cui la differenza non la fa tanto la tecnica, ma la sensibilità dell’artista nell’usare i colori, azzardando gli accostamenti e usando sovrapponendo le veloci pennellate.

Keith Negley

Una delle nuove leve americane dell’illustrazione, che realizza immagini poetiche e profonde; rientra nel minimalismo concettuale a la Ponzi e Shout, ma probabilmente con un tocco di inquietudine e di tensione in più.

Il suo processo creativo è molto interessante perché  dopo una fase a matita, credo sia l’unico artista affermato che realizza un disegno al tratto con Illustrator, quindi molto preciso e con linee regolari, che poi colora riempiendo gli spazi. A questo punto stampa il disegno e inizia a fotocopiarlo più volte in bianco-nero, sporcarlo con rulli e pennelli. In più prepara allo stesso modo altre texture colorate che poi andrà a comporre in Photoshop e giocando con le “fusioni” tra i livelli arriverà a quello che sarà secondo lui il risultato più soddisfacente.
In questo articolo mostra i passaggi del suo processo creativo, mentre in questa intervista li spiega nel dettagli.

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Se sei interessato all’illustrazione, ti consiglio di leggere questi articoli usciti  nei mesi scorsi:

una guida al come si commissionano le illustrazioni (per giovani art director coraggiosi);

parlando del potere dell’illustrazione o di come l’illustratore sia un’alchimista;

il bellissimo imbuto dell’illustrazione per l’infanzia;

i poteri dell’illustrazione (e qualche vaga idea di prezzo).

E, se non lo conosci già, ti consiglio di dare un’occhiata al libro “Illustrazione. L’immaginario per professione” (acquistabile sia in versione cartacea che ebook).

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