Top
Stare sul confine (la vita e il marketing)
fade
3484
single,single-post,postid-3484,single-format-standard,eltd-core-1.0,flow-ver-1.1,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1480,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-fixed-on-scroll,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11,vc_responsive
header-bonaccorsi-16-eyes

Stare sul confine (la vita e il marketing)

“La cosa migliore da fare al giorno d’oggi è porsi sul confine ed essere notevoli”

Seth Godin

 


Sta per finire l’anno ed è tempo di bilanci: si prende atto delle vittorie e delle sconfitte, e si pensa a come ripartire dopo la pausa natalizia.

Uno degli obbiettivi che dovremmo porci per l’anno nuovo (e per tutti gli anni a venire) è quello di superare i confini.

 

Ho preso spunto da un memorabile TED Talk del 2007 di Seth Godin in cui parla di marketing, di confini e di come superarli facendo la differenza.

Questi confini sono i limiti di ciò che riusciamo a immaginare e creare.

Sono i confini delle nostre zone di sicurezza (la comfort-zone) da cui è possibile vedere orizzonti nuovi. Il suo consiglio è di essere degni di nota (remarkable), notevoli, degni di essere ricordati.

 

Non importa quante persone possano seguirci, ma la cosa importante è occuparsi di loro, e non degli altri: crescere attraverso il nostro seguito (o pubblico che sia), e mantenersi differenti. Dobbiamo cercare di parlare a coloro che sono davvero interessati e che mostrano entusiasmo per le nostre idee, soprattutto intercettare coloro che sono continuamente in cerca di qualcosa di nuovo (gli innovatori e gli early-adapters) e lasciar perdere tutti gli altri, ovvero la massa.
Soprattutto per un professionista, che è colui che fa delle proprie idee la propria forza, è importante crearsi uno spazio di mercato unico, stando bene lontani da dove si svolge quotidianamente la battaglia della concorrenza più sfrenata.

Tutto ciò che adesso è accettato dalla massa è nato da un’idea seminale, rischiosa, cresciuta ai margini di ciò che tutti conoscono, in spazi non osservati, in lande desolate o foreste di idee vergini e inesplorate.
Ci sono persone che scelgono di essere esploratori mentre la maggior parte aspetta che le esplorazioni vengano annunciate, notificate e certificate.
Sono poche le persone che prendono dei rischi coltivando qualcosa lontano da tutti, rubando terreno alla foresta o al deserto: è normale, non si può pretendere che tutto il genere umano salti giù da un dirupo senza sapere se le ali che ci si è fabbricati reggeranno ai primi battiti e ci solleveranno su per le correnti ascensionali.

 

indy-boulder

 

Gli esploratori sanno quanto sia importante stare all’avanguardia, e per farlo rischiare di sbagliare strada, di cadere in una buca o di essere inseguiti da una gigantesca sfera di pietra.
Lavorare sulla propria differenza è una missione che implica dei costi molto alti.
Per questo non è possibile, non è economicamente possibile, vendersi ad un prezzo troppo basso se si vuole essere rimarchevoli e fare della nostra diversità il nostro punto di forza.
È l’originalità che crea i trend.

 

 

Non tutti possono essere esploratori, non tutti possono sviluppare la propria originalità, ma chi decide di farlo deve riuscire a tenere dritto il timone anche quando la tempesta imperversa e il mare sembra ingrossarsi sempre di più, pronto ad ingoiarci.

 

Resistere alla tempesta è l’unica cosa che si può fare per ammirare l’alba radiosa di un nuovo orizzonte.

 

Seth Godin conclude in questo modo il suo ragionamento: “essere molto buoni è una delle peggiori cose che tu possa fare. Molto buono è noioso. Molto buono è mediocre. Non importa che sia un disco, o un architetto, o un trattato di sociologia. Se è molto buono, non funzionerà, perché nessuno lo noterà”.
Quindi non è l’eccellenza che ci può salvare, non basta più fare bene le cose se tutti gli altri lo fanno già. Si resta semplicemente nella media.
E non si può pretendere di più.
L’unica via per essere riconoscibili è l’originalità.
Cioè lo sviluppo di se stessi e delle proprie unicità.

 

Definizione di  Originale: “Con riferimento a scritti, opere d’arte o altre produzioni, che è di mano dell’autore (o fatto, dettato, diretto dall’autore), contrapposto a ciò che ne è una copia, una riproduzione, una imitazione”. Dunque originale è tutto ciò che sia riconducibile alla sua origine.
In questo caso tutto ciò che sia riconoscibile come creato da noi stessi, e che non sia una copia di qualcosa di già esistente (e quindi già originato).

 

Avvertimento: questi consigli non sono per tutti, non tutti possono essere esploratori e non c’è niente di male nel non esserlo. Anzi, non potrebbero esserci gli esploratori se i più non rimanessero tranquilli sulle loro sedie e davanti ai loro computer in attesa di notizie.


Le mie tempeste preferite: quelle dipinte da Joseph M William Turner.

"Snow Storm: Steam-Boat off a Harbour's Mouth" - JMW Turner

“Snow Storm: Steam-Boat off a Harbour’s Mouth” – JMW Turner

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

No Comments

Post a Comment