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Una via giapponese all’illustrazione
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Una via giapponese all’illustrazione


Tra i più affermati illustratori (anzi illustratrici) a livello mondiale, ci sono alcuni talenti dell’Estremo Oriente. La cosa che mi colpisce delle loro opere è che rivisitano in modo personale e moderno il maestro Hokusai, attualizzandolo e creando così una nuova “giapponesità” (mi si passi il termine).

Ho trovato che questo stile viene anche chiamato Ukiyo-e Pop style, facendo quindi riferimento alle illustrazioni, di cui appunto Hokusai e Hiroshige erano i massimi e indiscussi maestri, che riproducevano il mondo fluttuante del Giappone di un paio di secoli fa, ancora percorso da eroici Samurai e affascinanti Geishe, ritratti in calmi paesaggi di campagne o case vuote, mentre vivono la loro lenta decadenza. Se ci pensate negli ultimi decenni una certa idea del Giappone passa attraverso l’estetica Manga e Anime o al massimo attraverso il minimalismo elegante dei grandi graphic designer degli anni 70-80. E avvicinandosi al mondo degli illustratori si vede come siano molto evocate atmosfere parigine o newyorchesi anni cinquanta (esempi di questo approccio possono essere considerati Tatsuro Kiuchi e Tadahiro Uesugi di cui ho già parlato).
Questi che seguono sono tre esempi, piuttosto moderni nei colori e nelle raffigurazioni, di illustrazioni fatte da Hokusai.

Invece le illustratrici di cui voglio parlare sono esplosive e potenti, le loro immagini sono ricche di dettagli (spesso s’intuisce la fatica delle loro mani nel disegnarle) e piene di azione, di personaggi dinamici in continuo e, a volte inquieto, movimento.

Yuko Shimizu è ormai una star dell’illustrazione mondiale, docente alla School of Visual Arts di New York e considerata una delle 100 giapponesi più famose al mondo, regina quasi incontrastata dei magazine americani. Il suo sito è bellissimo ed è un esempio folgorante di come un’artista dovrebbe presentarsi al proprio pubblico e ai propri clienti: non so se ci farete caso, ma le immagini usate senza paura a tutto schermo danno l’idea della grandezza dell’artista e vi fanno percepire di trovarvi di fronte non a semplici illustrazioni, ma a delle opere d’arte vere e proprie. Dal punto di vista tecnico, mescola con assoluta maestria i suoi disegni inchiostrati con pennelli morbidissimi e colorazioni digitali.
Qui trovate il suo blog, in cui da brava docente spiega il processo dietro alle sue creazioni.


L’altra illustratrice è Victo Ngai: è di Honk Kong, lavora a New York, è giovanissima e piena di talento; rivisita l’idea di Estremo Oriente, mescolando mitologia (in questo influenzata dalla cultura Cinese) e tecnologia, sfruttando lo straniamento causato da personaggi sovradimensionati o il senso di ricchezza dato da immagini davvero piene di bellissimi segni e di particolari. Le sue illustrazioni rappresentano bene una via moderna e nuova alle citazioni dell’Estremo Oriente e messe vicine a quelle della Shimizu non sembrano così distanti.


Nel novero di questa corrente  mi sento di inserire anche Yuta Onoda che lavora in Canada, anche se il suo stile è più vicino al fumetto che a Hokusai, e Takato Yamamoto che con le sue immagini decadenti e cupe recupera la morbosità appena accennata dalle stampe del Mondo Fluttuante, mescolandola a gorgheggi stilistici alla Beardsley e un certo richiamo al fumetto ridondante di Philippe Druillet.

(A seguire una galleria con altre immagini degli artisti citati)

“Illustrazione – L’immaginario per professione” è il primo libro che parla del potere dell’illustrazioni e di come sfruttarlo o goderne, sia che siate illustratori sia che siate committenti o semplici appassionati.
È in vendita per ora come ebook su Amazon (lo trovate qui) oppure suUltima Books (in formato ePub e Mobi). Chi fosse interessato alla versione cartacea può prenotarla scrivendomi a zuppagrafica@gmail.com

Yuko Shimizu

Victo Ngai

Takato Yamamoto

E se proprio qualcuno di voi credeva di non conoscere Hokusai, beh, è l’autore di questa immagine:


 

 


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