Ripulire la scrivania per aiutare la creatività


Con gli anni mi sono accorto che la mia scrivania è lo specchio della mia mente. Ripulirla significa ripulire me stesso (almeno come professionista).

L’atto del ripulire è molto importante, più dell’organizzare o del gestire: ripulire significa viaggiare verso l’essenza, il vuoto, o come volete chiamarlo. Un luogo dove tutto è più chiaro e più facile. Nel quale la fatica e il sacrificio addirittura non esistono!  Bello, no?!

Ho provato allora a fare spazio: la mia scrivania è bianca e abbastanza grande (140×80 cm), però il più delle volte è uno spazio che giustifica l’accumulo. Quando ho molte cose da fare i fogli si accumulano, i blocchi per gli appunti stanno una sopra l’altro, le penne si disperdono, i post-it crescono come funghi. E a tutte le cose da fare si aggiunge anche il pensiero che dovrei mettere in ordine il mio posto di lavoro!

Con il tempo, ho capito che fare spazio sulla mia scrivania liberava la mia mente, cestinavo le cose inutili, ordinavo le cose scritte, mi segnavo tutte le scadenze e la testa mi si svuotava, le idee tornavano in ordine (e sapevano di essere state memorizzate sulla carta o nel mio Mac, così che il mio cervello poteva lasciarle cadere in qualche angolo) e il mio obbiettivo professionale tornava a farsi chiaro. Per anni è stata sempre una lotta tra l’ordine e il disordine, con il secondo che prendeva prepotentemente il sopravvento, anche per una posa bohemienne che mi faceva quasi vantare del mio caos, credendo che lì, casualmente e per istinto proprio, nascesse la creatività.

Facendo ordine, dando luce, aprendo gli spazi, mi sono reso conto che il pensiero creativo può finalmente andare più a fondo, vedere più lontano e in modo chiaro. Il risultato è che finalizzo molte più idee, dopo averne scartate molte di più di quanto non facessi prima; il bohemienne si innamorava delle idee che saltavano faticosamente fuori dal caos, ma poi il caos toglieva energie alla finalizzazione.

Non penso di poter mettere in ordine il caos, anzi credo che la sua forza dirompente mi aiuti nella creazione: voglio che la forza primigenia del caos si sprigioni durante la fase realizzativa di un progetto, durante la sua creazione e non che si disperda nell’ambiente in cui viene realizzato o, peggio, nella mia testa. Il caos che si genera sulla scrivania per lo sviluppo di un progetto, lo posso inscatolare e placare quando il progetto è finito. E nel frattempo goderne le inaspettate rivelazioni e spettacoli pirotecnici.

Mesi fa ho incontrato questo articolo che parlava proprio di rendere minimale la propria scrivania: http://99u.com/articles/6015/Lab-Rat-Does-Desktop-Minimalism-Drive-Productivity

Si parla del fatto che il troppo vuoto nella nostra area di lavoro può provocare ansia, perché determina “un’aura di impermanenza” (bellissima definizione!): è più importante avere uno spazio quasi vuoto ma ben organizzato in cui le cose legate al nostro lavoro possano fluire senza intoppi. E che il vuoto non possa essere considerato come una mancanza di cose da fare.

Per questo motivo sulla scrivania non può mancare il telefono, delle penne, dei blocchi per appunti, più tutte le altre cose che servono quotidianamente (ad ogni mestiere le sue). E devono essere a portata di mano.

È importante togliere invece quelle cose che ci richiedono continuamente attenzione: fatture, bollette o altri documenti che ci rimandino ricordi spiacevoli. Inoltre è importante spezzare il ritmo del vuoto con delle immagini (al muro, sul tavolo, dove volete e potete) che possano distrarci per un attimo (come fossero una finestra) o aiutarci nella ricerca dell’ispirazione.

Spesso molti artisti e graphic designer hanno dietro il proprio schermo appesi alla parete i propri lavori migliori. Per quanto mi riguarda preferisco appendere i miei lavori alle mie spalle, perché se li vedessi ogni giorno mi stancherebbero, ma soprattutto sarei portato a cercarne i difetti e a volerli modificare.

Per questo preferisco avere immagini ispiranti, intorno a me, ma fatte da altri artisti. E ultimamente sto valutando di combattere il bianco progettando un poster minimale, senza nessuna figura, che abbia dei colori che stimolino il benessere e la creatività: una composizione di glicine, rosa, giallo, verde, nessuno troppo acceso.

Un’ultima cosa che mi piace avere e guardare ogni tanto è un’immagine-guida alla quale “rivolgermi” e che in qualche modo protegga il mio lavoro. Una specie di santino ateo che vegli sulla mia creatività: ho scoperto che è una cosa che mi piace molto. Certo, me lo sono voluto disegnare io, ma avrei potuto trovare la mia guida in qualsiasi altra immagine o manufatto che mi avesse ispirato questo sentimento.

Per concludere, sarebbe interessante sapere quali sono le vostre strategie da scrivania: come l’avete organizzata per sentirvi meglio e produrre di più.

 

 


+ There are no comments

Add yours